Il puzzle di me stesso

sabato 29 novembre, 2008 at 8:33 pm / 0 comment

Facebook

In questi ultimi due mesi sono stato catturato da Facebook. Come chiunque altro, credo.
Mi ci sono avvicinato con cautela e diffidenza, ma ho finito per farmi travolgere.
Certo, ha i suoi lati negativi: continuo infatti a pensare che Facebook sia un grande attentatore della privacy nonché il regno dove l’ipocrisia e la falsità possano farla da padrone (perché Diavolo vuoi la mia “amicizia”, se poi per strada non mi saluti neanche???).
Ma d’altro canto con la sua semplicità e la sua democrazia dà delle opportunità uniche: che bello che è poter rintracciare persone che hanno fatto parte della tua vita e che sembravano essere scomparse per sempre nel gioco del mondo, o semplicemente poter avere un modo più per tenersi in contatto, quando il lavoro e la vita non te ne danno occasione.
Così, grazie a Facebook, in questi due mesi ho potuto incontrare nuovamente tantissime persone che credevo svanite.
E ho sfruttato l’occasione per provare a conoscermi un po’ di più, per divertirmi a ricomporre qualche pezzo del puzzle di me stesso.

Penso che a tutti quanti sia capitata quella sensazione di guardarsi allo specchio e di vedere una certa immagine, certi di conoscersi in tutto e per tutto, eppure accorgersi che da fuori, gli altri, ti vedono completamente diverso, con colori, sfumature, note totalmente differenti.
Non dico niente di nuovo. “Uno, nessuno e centomila”, sviscerava l’argomento già cent’anni fa.
Ma è un tema che mi ha sempre affascinato.
Così è stato bellissimo in questo periodo riscoprire Gianni attraverso gli occhi delle persone che nei vari periodi della mia vita mi hanno conosciuto. C’era chi mi ricordava come vittima, chi come carnefice, chi un santo, chi un diavolo. E poi, a seconda dei punta di vista, sono stato timido, arrogante, dolce, bastardo, sincero, bugiardo, esibizionista, insicuro, leale, spietato, brillante, impacciato, giusto, sbagliato…
Un puzzle davvero disordinato, insomma.
Tanto che ci si ferma allo specchio e ci si chiede “chi sono davvero? ”
Beh, forse,sono tutto questo messo insieme.
Sono sempre io. Frutto dei miei errori e delle mie scelte.
Sono quello che si emoziona per una canzone, che cerca di seguire sempre i suoi sogni, che conosce uno ad uno i suoi difetti, che è sempre pronto a scommettere su se stesso ma che ha sempre voglia di imparare, che davanti alla persona che gli fa battere il cuore non riesce a mantenere la sua sicurezza, che punta sempre troppo in alto, che preferisce cadere piuttosto che non tentare.

Così, anche se ogni tanto continua a darmi un fastidio enorme quando gli altri non mi vedono come sento di essere davvero, ho capito che per quanto si mantenga una personalità coerente, a seconda dello specchio in cui ci riflettiamo, otterremo un’immagine diversa.
E forse, questo, è ancora più bello…

“Se sono giusto oppure no,
se sono a posto o pessimo,
se sono il primo o l’ultimo,
ma sono tutto ciò che ho…”
Max Pezzali – Tutto ciò che ho

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